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STIPSI: DI COSA SI TRATTA

La stipsi o maggiormente conosciuta come stitichezza o costipazione, colpisce circa il 10 % della popolazione italiana con una predilezione nei confronti delle donne rispetto agli uomini con un rapporto 4a1. Ma quando si parla di stipsi o stitichezza? Di norma un individuo che presenta una evacuazione con cadenza che va oltre i due giorni, si definisce stitico.

Stipsi

Stipsi significato

La stipsi non è altro che un rallentamento più o meno marcato del transito del materiale che va dal colon fino al retto. Inoltre possiamo distinguerne due tipologie:

  • Stipsi dovuta al colon pigro, dove le contrazioni peristaltiche, ovvero contrazioni sincrone che permettono la mobilità anterograda del materiale, sono ridotte provocando questo rallentamento;
  • Stipsi da ipermobilità del colon, dove le contrazioni peristaltiche sono presenti, ma disorganizzate. Tale disorganizzazione non permette il corretto avanzamento del materiale fecale.

Sintomatologia della stipsi

Spesso chi soffre di stitichezza presenta i seguenti sintomi:

  • Durezza e secchezza delle feci;
  • A volte le emorroidi sono secondarie alla stipsi;
  • Difficoltà nell’evacuazione;
  • Digestione lenta;
  • Gonfiore addominale;
  • Sensazione di evacuazione incompleta.

Ovviamente tutte non è detto che tutti questi sintomi debbano essere presenti insieme, ma buona parte di essi si. Inoltre tali sintomi vanno a produrre in irritante disagio per la persona andando ad alterare anche le sue relazioni lavorative e sociali.

Osteopatia e stitichezza

Il trattamento osteopatico è volto a valutare e risolvere la problematica. Possono esserci differenti cause che possono portare alla stitichezza. L’osteopata, tramite una corretta e mirata anamensi, andrà a determinare o perlomeno a farsi una idea, sull’origine della stipsi. I fattori che possono influire sono molteplici:

  • Errata alimentazione;
  • Alterata mobilità diaframmatica;
  • Squilibrio psico-fisico;
  • Bacino o colonna vertebrale in disfunzione.

Lo scopo dell’osteopata è quello di ristabilire la corretta mobilità intestinale, andando ad agire sulle strutture che possono limitarne i movimenti (es. il bacino), oppure andando ad agire sulla porzione di colonna dalla quale partono alcune delle innervazioni che vanno all’intestino. Ovviamente il lavoro dell’osteopata non si limita alla normalizzazione in loco della problematica, ma potrà effettuare manovre craniosacrali così da andare a stimolare il sistema neruovegetativo, così da ristabilire una corretta omeostasi.

Oltre al trattamento saranno dai consigli utili per i giorni successivi al trattamento, tali consigli saranno dati al fine di mantenere, aumentare l’efficacia del trattamento stesso, il benessere generale, ammorbidire le feci migliorando così la velocità transito intestinale (es. alimentazione equilibrata).

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